ROBERT PATTINSON_FANSPAGE BLOG

inglese – english

Rob sulla cover di Premiere (Francia) – NUOVO Photoshoot e Intervista – ITA&ENG/ Rob on the cover of Premiere (France) – NEW Photoshoot and Interview – ITA&ENG

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH!!!!!!

ROOOOOOOOOOOOOOB!!!!!!

 

Scan alla fine del post-Scans in the end of the post 🙂
Traduzione italiana di Sara robpattzlovers
VERSIONE ITALIANA – ITALIAN VERSION
“Le riprese di Cosmopolis con Cronenberg hanno cambiato qualcosa in me. Mi hanno dato palle”
Sono le 13:30 nelle sale della Solo House, un club privato sulla Sunset Boulevard di Los Angeles, solo per i membri… Se la padrona di casa ci ha lasciati in ascensore con un sorriso, è perché abbiamo pronunciato le parole magiche: «Noi abbiamo un incontro con Robert Pattinson alle 14.». Sorpresa, anche l’attore arriva 30 minuti in anticipo… con una barba folta. Egli non ha lasciato crescere la barba per liberarsi dei paparazzi ma per preparare se stesso per un prossimo ruolo in un film, The Band. Ma il progetto che ci riunisce oggi è Cosmopolis, l’adattamento del romanzo di Don DeLillo di David Cronenberg. Film shock elettrico che è destinato ad essere al Festival di Cannes quest’anno.Il regista canadese ha sorpreso tutti dando il ruolo di Eric Packer alla stella Twilight. Questo milionario di 28 anni di New York che decide di viaggiare attraverso la città nella sua limousine, per poter tagliare i capelli, mentre manifestazioni creano il caos per le strade e le minacce sono sospese sopra la testa del milionario.


Un viaggio all’inferno che lo cambierà per sempre, ‘lui’ potrebbe applicarsi pure a Pattinson, che offre una prestazione scioccante con un tempismo perfetto. Metà novembre, quando l’ultimo film di Twilight sarà uscito, le teenager che amano Rob possono sicuramente mollare il ricordo del suo personaggio, per fa prendere il posto a quello rivelato da Cosmopolis. La trasformazione comincia adesso!


P: Rob, l’ultima volta che abbiamo parlato, stavi per finire le riprese di  Cosmopolis e mi hai detto: ‘non ho capito cosa stessimo facendo e quando l’ho chiesto a David, di cosa si trattasse, mi ha detto:’ non lo so, non ci interessa’. Ma dopo aver visto il film, l’ho trovato estremamente chiaro.
RP: Durante la prima proiezione, ero solo e ne sono uscito perplesso. A quel tempo, la musica non era ancora registrata nel mio cervello. Poi ho visto il film di nuovo con altre persone e sono rimasto davvero colpito. Non riuscivo a smettere di ridere e ho pensato: “Oh, bene adesso funziona (ride)” Non vedo l’ora di vedere come reagirà il pubblico. E’ la prima volta che posso guardare qualcosa che ho fatto come ‘un film’, forse perché Cosmopolis appartiene interamente a David Cronenberg. E’ davvero il ‘suo’ film.

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3 Nuove Clip di “Cosmopolis” + Screencaps / 3 New “Cosmopolis” Clips + Screencaps

Doppiato in francese /Dubbed in French

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Cosmopolis: Intervista a Don DeLillo / Cosmopolis: Don DeLillo Interview

Leggi – Read:

  1. Cosmopolis: Intervista a Robert Pattinson / Cosmopolis: Robert Pattinson Interview
  2. Cosmopolis: Intervista a David Cronenberg / Cosmopolis: David Cronenberg Interview

VERSIONE ITALIANA – ITALIAN VERSION

Come è nato il progetto dell’adattamento cinematografico di Cosmopolis?

Io non c’entro niente. Nel 2007, Paulo Branco mi ha invitato in Portogallo a partecipare al Festival di Estoril, coordinato da lui stesso. Gli piace avere in giuria gente non strettamente connessa con il cinema, come scrittori, pittori o musicisti. Ritrovarsi a parlar di cinema in questo modo è un’esperienza piacevole e, tra una conversazione e l’altra, mi ha raccontato del progetto di adattamento di Cosmopolis, suggeritogli da un’idea del figlio Juan Paul. Ne aveva già opzionato i diritti ed io, conoscendo il suo curriculum come produttore e l’elenco impressionante dei tanti grandi registi con cui aveva lavorato, gli ho detto di sì. Quando abbiamo sollevato la questione del possibile regista, Juan Paul ha suggerito David Cronenberg e, nel giro di poco tempo, tutto ha preso vita in maniera molto rapida.

Lei ha letto la sceneggiatura?

Si, certo. E l’ho trovata incredibilmente vicina al romanzo. Naturalmente, Cronenberg ha tagliato alcune scene che sullo schermo potrebbero non funzionare ma è rimasto fedele allo spirito del mio romanzo. Quando ho letto il copione, è stata mia precisa volontà quella di non dire nulla e di non intervenire, Cosmopolis era diventato un film di Cronenberg. È il mio romanzo ma era anche un suo film, ho trovato corretto non pregiudicare il suo lavoro.

Nel marzo scorso, poi, ho visto il film già completato a New York e sono rimasto molto colpito: è molto più di quanto avessi immaginato. Mi è piaciuto sin dall’inizio, dai titoli di testa: trovo che iniziarli con Jackson Pollock e finirli con Rothko sia un’incredibile idea. E la scena finale con Robert Pattinson e Paul Giamatti è semplicemente allucinante!

Aveva mai pensato a un possibile adattamento?

Nel corso degli anni, ci sono state molte proposte per adattare alcuni miei libri ma alla fine non si è mai concluso nulla. Pensavo poi che adattare Cosmopolis fosse un’impresa davvero difficile, dato che la maggior parte dell’azione si svolge all’interno di una macchina, poco adatta al grande schermo. Ma mi son dovuto ricredere per come Cronenberg sia riuscito a girare all’interno della limousine alcune scene che originariamente io avevo ambientato altrove. E mi riferisco in particolar modo alla sequenza con Juliette Binoche.

Per i suoi romanzi è quasi un paradosso: nonostante siano pieni zeppi di riferimenti cinematografici, sembrano impossibili da trasporre al cinema.

Ha ragione ma io non riesco a spiegarmi il perché. Ho sempre pensato che Libra o Rumore bianco potessero essere facilmente trasformati in film ma, a quanto pare, è complicato. Non so perché. In ogni caso, non aspettatevi mai che pensi io ad un adattamento o che scriva una sceneggiatura.

Il cinema nei suoi romanzi gioca sempre un ruolo di primo piano, nonostante non ci sia quasi mai nessun riferimento a un film o a un regista in particolare. Sembra che conti più l’idea del cinema in sé che i modelli o i personaggi che propone.

Ciò che più conta è la sensibilità che alcuni film hanno rispetto ad altri. Sono cresciuto nel Bronx, ero solito vedere film western, musical e gangster movie. A quei tempi, non sapevo neanche cosa fosse un noir. Poi, mi sono trasferito a Manhattan e ho scoperto Antonioni, Godard, Truffaut, i grandi registi del cinema europeo e quelli giapponesi, a partire da Kurosawa. Sono stati una rivelazione: la grandezza dei loro film per me era equiparabile a quella dei più importanti romanzi. In molti pensano che nel 1960 lasciai il mio lavoro in una società pubblicitaria per scrivere il mio primo romanzo ma non è affatto vero: smisi di lavorare per andare al cinema ogni pomeriggio. Solo successivamente ho preso in considerazione l’idea di cominciare a scrivere!

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Cosmopolis: Intervista a David Cronenberg / Cosmopolis: David Cronenberg Interview

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VERSIONE ITALIANA – ITALIAN VERSION

Conosceva il romanzo di Don DeLillo?

No, non l’avevo mai letto. Paulo Branco e suo figlio Juan Paul mi hanno suggerito di adattarlo per lo schermo. Paulo è venuto da me e mi ha detto: «Mio figlio pensa che tu sia l’unica persona che potrebbe trarne un film». Conoscendo altri libri di DeLillo e i molti grandi film che Paulo ha prodotto, ho pensato che valeva la pena dargli un’occhiata. Tutto ciò è molto inusuale per me, perché in genere preferisco lavorare su progetti miei ma le due concause mi hanno spinto a prendere in considerazione Cosmopolis e cominciare a leggerlo. Due giorni dopo, a lettura ultimata, ho chiamato Paulo per dirgli che c’ero dentro, avrei fatto il film.

Ha voluto scriverne la sceneggiatura da solo?

Certo. E sa una cosa? L’ho fatto in sei giorni. E, per me, è senza precedenti esserci riuscito. In pratica, ho iniziato a trascrivere tutti i dialoghi del libro sul mio computer, senza modificare o aggiungere nulla. Mi ci sono voluti tre giorni. Quando ho finito, mi son chiesto: «C’è abbastanza materiale per un film?». «Credo di sì» è stata la risposta. Ho poi trascorso i tre giorni successivi a riempire il vuoto tra un dialogo e l’altro e ho ottenuto il copione. L’ho inviato a Paulo. In un primo momento, non lo ha apprezzato ma poi è ritornato sui suoi passi e abbiamo avviato la produzione.

Cosa lo ha convinto a trasformare il libro in film e a dirigerlo?

Gli incredibili dialoghi. DeLillo è famoso per questo ma i dialoghi di Cosmopolis sono particolarmente brillanti. Alcuni possono essere definiti “Pinteresque”, a la Harold Pinter, ma potremmo anche rinominarli “DeLillesque”. Pinter è un drammaturgo e il suo virtuosismo da dialoghista è più che manifesto, in un romanzo invece non ti aspetti mai la potenza espressiva del lavoro di DeLillo.

Quale era la sua opione sul mondo di Don DeLillo?

Avevo letto alcuni suoi libri: Libra, Underworld, Cane che corre… mi piace molto il suo modo di scrivere, anche se è molto americano [per americano è da intendersi statunitense, ndt]. Io non sono americano, sono canadese. Una differenza di non poco conto. Americani ed Europei credono che i Canadesi siano la versione meglio educata e leggermente più sofisticata degli Americani ma è molto più complicato di così. In Canada, non abbiamo avuto una rivoluzione, la schiavitù o una guerra civile. Non condividiamo del tutto la violenza civile armata, da noi solo la polizia e l’esercito portano in giro armi. Abbiamo un profondo senso di comunità e sentiamo la necessità di garantire a chiunque un reddito minimo, tanto che gli Americani ci considerano come un paese socialista! Vengo da un universo differente da quello dei libri di DeLillo ma capisco la sua visione d’America e riesco a rapportami ad essa.

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Cosmopolis: Intervista a Robert Pattinson / Cosmopolis: Robert Pattinson Interview

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  1. Cosmopolis: Intervista a David Cronenberg / Cosmopolis: David Cronenberg Interview
  2. Cosmopolis: Intervista a Don DeLillo / Cosmopolis: Don DeLillo Interview

VERSIONE ITALIANA – ITALIAN VERSION

Aveva già familiarità con il romanzo di Don DeLillo?

No. Ma avevo letto alcuni degli altri suoi libri. Ho letto prima la sceneggiatura inviatami da David Cronenberg e solo in seguito il romanzo. Il copione è talmente fedele al libro che sembra quasi incredibile, soprattutto se si considera che Cosmopolis era ritenuto impossibile da adattare. Già prima di leggere l’opera di DeLillo, quello che mi colpiva della sceneggiatura era il ritmo concitato e l’implacabile tensione.

Cosa c’era in questo film che ha suscitato la sua attenzione?

Cronenberg, senza ombra di dubbio! Ho girato pochissimi film e non riuscivo ad immaginare come sarebbe stato lavorare con lui. Non sono rimasto deluso… sapevo che avrebbe giocato con la sua creatività e che quest’esperienza mi avrebbe segnato. Mi sono lasciato coinvolgere dalla sceneggiatura allo stesso modo in cui si può essere affascinati da una lunga poesia, una poesia molto misteriosa. Di solito, quando si legge una sceneggiatura, si capisce in maniera veloce di cosa parla, dove andrà a parare e come finirà, nonostante ci siano colpi di scena inaspettati o soluzioni sofisticate che intervengano nel corso della storia. Con la sceneggiatura di Cosmopolis, invece, è stato completamente diverso: più leggevo e non riuscivo a capire come si sarebbe evoluta e più mi spingeva a pensare di voler far parte del film. Non sarebbe stato come girare un film qualsiasi ma un’occasione a sé stante e irripetibile.

La prima volta che ha letto la sceneggiatura si è visto nel ruolo, si è immaginato come sarebbe stato?

Niente affatto. La prima volta che ho parlato con David gli ho infatti spiegato che non riuscivo a prefigurami nulla e lui mi ha rassicurato dicendomi che era un buon segnale. Da quel momento, non mi sono posto molti interrogativi e ho lasciato che tutto il testo si evolvesse in maniera progressiva e organica, trasformandosi nelle scelte visive che avrebbero formato il film. Si è trattato di un processo vivo, anche se durante la prima settimana di riprese tutti ci stavamo ancora chiedendo che direzione avrebbe preso ogni cosa una volta terminato di girare. Tutto era molto affascinante, era come se il film si modellasse passo dopo passo.

Ora che è pronto, il film si discosta molto dalla sceneggiatura o, al contrario, si è attenuto a ciò che era sulla carta?

Difficile da dirsi, il film si muove su diversi livelli. L’ho visto finora due volte. La prima sono rimasto stupito dal suo lato farsesco: mentre giravamo sapevo quali erano i toni ma vederli sullo schermo è stato straniante. La seconda volta, invece, ha preso il sopravvento il peso di ciò in cui ero stato coinvolto. Si è trattato di due proiezioni private per testare l’accoglienza del pubblico, le cui reazioni sono state variegate e di ampio raggio, passando dal sorriso alla tensione. Nonostante la sua complessità, sono rimasto stupito di come Cosmopolis sia stato capace di provocare una così vasta gamma di emozioni.

Secondo lei, chi è Eric Packer? Come lo descriverebbe?

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Nuova Clip di Bel Ami in Inglese / New Bel Ami Clip

Clicca sulla foto per vedere il video – Click on pic to watch the clip

MTV


Robert e Kristen tornano sul set di Breaking Dawn – part 2 / Robert and Kristen come back on the Breaking Dawn – Part 2’s set

Direttamente dalla pagina ufficiale Facebook, Bill Condon rivela che, come ̬ accaduto per la prima parte, anche per quanto riguarda Breaking Dawn РPart 2 Robert e Kristen sono stati chiamati a tornare sul set per rigirare alcune scene del film.

Ecco cosa ha scritto il regista:

Ciao Twihards!

Tanti saluti da Los Angeles, stiamo lavorando sodo su BREAKING DAWN, PART TWO. E’ davvero folle pensare che è trascorso un anno da quando abbiamo chiuso la produzione in Vancouver, anche se per noi nella stanza dell’editing il lavoro non si è mai fermato.

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