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David Cronenberg parla di Rob, degli attori inglesi e del finanziamento di ‘Cosmopolis’ /David Cronenberg Talks About Rob, British Actors and Financing ‘Cosmopolis’

Traduzione a cura di Vivi

Sebbene David Cronenberg abbia costruito la sua carriera su films che esplorano i crepacci oscuri della mente, dice di provare “buon e produttivo divertimento”  quando lavora.  “Ho un set molto leggero, e non urlo alla testa della gente,” dice. Durante una pausa dal set del suo  prossimo “Cosmopolis,” Cronenberg si è fermato con Variety per parlare con Christy Grosz della sfida del finanziamento e del perchè non farà mai un film ad alto budget per qualche studios.

(…)

Hai lavorato con tantissimi attori inglesi di alto profilo come Jeremy Irons e Miranda Richardson. C’è una sensibilità diversa che negli attori inglesi che funziona meglio per te? 
Cosa che le persone capiscono raramente, o non hanno bisogno di capire è che una grande parte del casting nel fare un film indipendente è nel passaporto dell’attore. Se stai per fare una co-produzione non la farai con l’America poichè gli Stati Uniti non hanno alcuna trattativa per le co-produzioni. Significa che non puoi usare attori americani oppure, se lo fai, sei molto limitato. “A Dangerous Method,” tecnicamente, non ha attori americani. Viggo ha un passaporto Danese. (“La star di Cosmopolis”) Rob Pattinson è un cittadino del Regno Unito. Quando hai Paul Giamatti in “Cosmopolis,” è l’unico attore americano, anche se è una storia americana ambientata a New York. Quindi queste sono cose che devi considerare. Inevitabilmente, per me, se hai un ruolo che necessita un accento inglese, guardi agli attori inglesi. E’ vero, ovviamente, che loro hanno una meravigliosa tradizione di grande recitazione, e sono attori che fanno sia televisione che films, cosa che nei vecchi tempi era unica nel Regno Unito. In America, se eri un attore televisivo venivi marchiato. Tipi come George Clooney hanno combattuto, penso, per uscirne fuori, mentre ovunque nel Regno Unito non ci sono marchi verso chi fa televisione. Attori di grande esperienza che davvero capiscono la differeza tra recitazione teatrale, televisiva e cinematografica, non erano, cito, teatrali quando giravano film. Sapevano come fare, mentre quando lavori con attore proveniente da altre nazioni, non sanno come fare. Anche qualche attore canadese è stato molto orientato al teatro e non poteva offrire quel tipo di stile di recitazione naturalistica americana.  Per cui gli attori inglesi serano molto attraenti, e la qualità del loro lavoro era grande, e via di cendo. Questa è la ragione maggiore. Spesso erano co-produzioni Anglo-canadesi.Oppure se si tratta di co-produzioni Franco-canadesi, gli attori inglesi possono lavorare perchè è l’Unione Europea e questo è l’accordo, per cui non dev’esserci per forza un attore francese, può essere anche inglese. Quindi questa è l’unica ragione per cui lavoro con molti attori inglesi.

Il finanziamento non è mai facile per i films indipendenti.  Pensi che avere qualcuno come Mortensen legato al film aiuti a ricevere qualche interesse?
Devi trovare un cast che rientri nel tono del film e nel livello di budget che vuoi usare. Tutti sannodei films degli studios in cui dicono, beh, faremo questo film da 200 milioni di dollari se prendi  Tom Cruise o Brad Pitt. E’ un livello differente, ma è sempre la stessa dinamica quando devi fare un film indipendente. E’ del tipo: “Beh, compreremo i diritti della Francia se porti qualcuno come  Rob Pattinson o Paul Giamatti o chi altro.” Non puoi avere un protagonista sconosciuto nemmeno nei film indipendenti. Puoi provare ad introdurre sconosciuti. Sarah Gadon, ad esempio, che interpreta Emma Jung (in “A Dangerous Method”). Lei è canadese. E’ la mia scoperta. Ha in gran bel ruolo con Rob in “Cosmopolis.” Quindi durante il tempo in cui giriamo “Cosmopolis,” è davvero dotata. La sua stella è in ascesa. Sta per ricevere attenzione, ed è piacevole da vedere. E magari sarai anche capace di finanziare.

Vorrei pensare che anche qualcuno come Rob Pattinson possa aiutare.
La cosa è, lui da solo, non è abbastanza. Abbiamo Juliette Binoche. Abbiamo  Mathieu Amalric. Ci serve un elemento francese per vendere in Francia. Paul Giamatti (è stato) davvero importante nel rendere attraente questo film ovunque persino in Nord America. Per cui un attore, anche un grande attore o uno famoso spesso non basta da solo. Questo è il modo in cui vanno [le cose]. Questo è il nome del gioco. Quindi per me la recitazione equilibrata significa districarmi in tutte queste cose: il passaporto, il denaro, la fama e ancora trovare gli attori giusti per i ruoli.  E’ uno stragemma d’intrattenimento.

ENGLISH VERSION / VERSIONE INGLESE

Although David Cronenberg has built a career on films that explore the dark crevasses of the mind, he says he likes to have “good, productive fun” when he’s working. “I have a very light set, and I don’t screw with people’s heads,” he says. During a break from the set of his upcoming “Cosmopolis,” Cronenberg stopped by Variety’s offices to talk with Christy Grosz about the challenges of financing and why he’ll probably never make a big-budget studio film.

(…)

You’ve worked with a lot of high-profile British actors like Jeremy Irons and Miranda Richardson. Is there a different sensibility that British actors bring that works well for you?
Part of casting that people rarely understand or need to understand but is a huge part of making independent films is what passport the actor has. If you’re doing a co-production you’re not doing a co-production with America because U.S. doesn’t have any co-production treaties. It means that you cannot use American actors or, if you do, you are very limited. “A Dangerous Method,” technically, does not have any American actors. Viggo has a Danish passport. (“Cosmopolis star”) Rob Pattinson is a U.K. citizen. When you have Paul Giamatti in “Cosmopolis,” he’s the only American actor, even though it’s an American story that takes place in New York. So these are things that you have to consider. Inevitably, for me, if you’re doing an English-speaking role, you look at U.K. actors. It’s true, of course, that they have a wonderful tradition of great acting, and they are actors who do stage and television and movies, which in the old days was unique to the U.K. In America, there was a real stigma attached to you if you were a TV actor. Guys like George Clooney struggled, I think, to finally get out of there, and whereas in the U.K. there was no stigma attached to doing a TV show. So very experienced actors who really understood the difference between theater acting and stage acting, movie acting weren’t, quote, theatrical when they did movies. They knew how to do that, whereas when you’re working with actors from other countries, they didn’t know how to do that. Even some Canadian actors were very theater-oriented, and they couldn’t do that sort of naturalistic American style of acting. So U.K. actors were very attractive, and the quality of the work was great, and so on. That’s a lot of the reason. Often it was a Canada-U.K. co-production. Or if it’s a Canada-France co-production, English actors can work because it’s the European Union and that’s the deal, so it doesn’t have to be a French actor per se, it could be a U.K. actor. So that’s one of the reasons that I work with a lot of English actors.

Financing is never easy for independent films. Do you find that getting someone like Mortensen attached early on helps drum up interest?
You have to find a cast that matches the tone of the movie and the budget level that you’re going for. Everybody knows about studio movies where they say, well, we’ll do this $200 million movie if you get Tom Cruise or Brad Pitt. It’s at a different level, but it’s still the same dynamic when you’re doing an independent film. It’s like, “Well, we’ll buy the rights to France if you get someone like Rob Pattinson or Paul Giamatti or whatever.” You can’t really have your leads be unknown even in an independent film. You can sort of introduce unknowns. Sarah Gadon, for example, who plays Emma Jung (in “A Dangerous Method”). She’s Canadian. She’s my discovery. She has a nice big role with Rob in “Cosmopolis.” So by the time we’re doing “Cosmopolis,” she’s a real asset. Her star is rising. She’s getting attention, and that’s lovely to see. And eventually you’ll be able to finance.

I would think somebody like Rob Pattinson could help, too.
The thing is, by himself, it’s not enough. We have Juliette Binoche. We have Mathieu Amalric. We needed the French element to sell France. Paul Giamatti (was) very important to make the film attractive everywhere but also in North America. So one actor, even a great actor or famous actor is often not enough on his own still. That’s the way it goes. That’s the name of the game. So for me the balancing act is to juggle all of those things: the passports, the money, the fame and still get the right actors in the roles. It’s an entertainment trick.

Source | Via

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