ROBERT PATTINSON_FANSPAGE BLOG

Traduzione ITA&ENG dell’interessante intervista di The Scotman a Robert / ITA&ENG Translation of interesting interview of The Scotman to Robert

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VERSIONE ITALIANA /ITALIAN VERSION

by Sara robpattzlovers

Robert Pattinson è disorientato da quanto lui sia famoso. Visto che la saga di Twilight volge al termine, l’attore, un curioso mix di fascino e goffaggine, ci offre uno sguardo del suo mondo surreale.
“Ero sul bus 209 la settimana scorsa”, esordisco così con Robert Pattinson per introdurre la mia intervista. Mi guarda diffidente. E ‘abbastanza plausibile. Siamo a Los Angeles, in una stanza al 10 ° piano dell’ hotel Four Seasons e il 209 è un autobus che passa attraverso la zona sud ovest di Londra. Il motivo per cui gliene parlo è perché si ferma a Barnes, sobborgo immerso nel verde, dove Pattinson è cresciuto e dove i suoi genitori vivono ancora. Si tratta di un villaggio, in realtà, caratteristico e terribilmente inglese, condito con vecchi pub frequentati da anziani signori con i calzini rossi e velluti, l’abbigliamento informale del banchiere in pensione. Non è sicuramente Beverly Hills.

“Questo è il bus che porta al luogo in cui vivono i miei genitori”, dice, guardandomi confuso. “Ed è il bus che ho preso per andare al mio liceo nello Sheen”.

Non ho menzionato il 209 a Pattinson così senza motivo, anche se sto conoscendo in fretta il suo lato ombroso. Non stavo cercando di essere stravagante, o di rendermi simpatico ai suoi occhi, il mio obiettivo era di dire solo una cosa normale, qualcosa di semplice e reale, perché non è difficile capire che le cose semplici e reali non sono le caratteristiche principali della vita di Pattinson. Dopo tutto, lui è Edward Cullen, l’eroe e vampiro meditativo della Saga di Twilight, il colosso cinematografico che è iniziato nel 2008 e, con un film nuovo in uscita ogni anno, volge al termine con Breaking Dawn, la prima parte che uscirà questo mese, seguito dalla seconda e ultima parte, già girato, ma che sarà rilasciato nel novembre 2012.

Prima di Twilight, Pattinson, 25 anni, era anonimo. Ora, non c’è davvero nessun luogo in cui possa andare senza essere riconosciuto. Negozi di torte nello Yorkshire, i bar karaoke nel Texas – non c’è scampo da Edward Cullen e dai milioni di fans che vogliono essere morsi sul collo e le madri che vorrebbero un autografo per le loro figlie (davvero) o almeno una fotografia da mettere su Facebook.

E’ la ragione per cui Pattinson vive in hotel.

“E ‘bello essere in grado di fuggire,” dice. “Ma ho iniziato, di recente, a sentire che sarebbe una buona cosa avere una casa. Si rischia di perdere se stesso quando si vive con la valigia pronta per tutto il tempo. Ma se avessi una casa mi dovrei preoccupare troppo. E io odio spendere soldi. Se potessi trovare una casa gratis sarebbe una cosa incredibile. “

Ride e poi mi guarda di nuovo serio. E’ una cosa tipica di Pattinson, una sorta di sommesso flusso di coscienza in cui lui stesso parla di cose, poi si basa sull’umorismo per alleggerirle, non sempre in modo convincente.

“Ho affittato una casa a Los Angeles lo scorso anno,” dice. “E’ stato bello ma la gente l’ha scoperto e quindi c’erano persone fuori tutto il tempo. Sono dovuto andare via per lavoro e le persone andavano li lo stesso per scattare foto di se stessi accanto alla casa. La gente è pazza “.

Continue… (ITA&ENG)

Nel caso in cui voi non abbiate visto nessuno dei film di Twilight è il momento di sapere quello di cui stiamo parlando. Basato sui romanzi di Stephenie Meyer, campione d’incassi, i film raccontano la storia d’amore fatale tra Edward, un vampiro di 110 anni circa, che dimostrerà sempre 17 anni, e Bella (Kristen Stewart) che è umana. Le prime tre parti, che sono state pubblicate dal 2008, hanno fatto quasi $ 2 miliardi d’incasso. Hanno anche fatto di Pattinson una star mondiale.

Il corridoio dell’hotel è colmo di molte donne che prendono appunti, molte più di quanto io possa contare. Stanno in coppia, stanno annotando cose. Sono fuori dalla stanza in cui trovo Pattinson, seduto in un angolo, cercando di non essere appariscente come una star . E’ vestito in jeans e Converse, con una maglietta sotto un giubbotto di tela e ci sono due corpulenti guardie del corpo con imperscrutabili espressioni facciali.

“Ci sono più organizzatori qui che sul set,” dice Pattinson. “Avere la sicurezza che cammina avanti e indietro per il corridoio come se qualcosa stia per accadere mi sta mandando fuori di testa”.

Non c’è da meravigliarsi del fatto che sia nervoso. Ha avuto alcune esperienze rischiose. L’ultima volta che è stato a Londra (promozione di Water for Elephants, in cui ha recitato con Reese Witherspoon) è stato seguito da un fotografo particolare per tutta la settimana. Era strano, dice, ed è stato pericoloso.

“In America ci sono un sacco di persone che mi seguono e che mi stanno intorno allo stesso tempo, ma questo era solo un ragazzo che mi ha seguito per tutto il tempo in cui sono stato lì. Era ossessionato. Sono entrato in un taxi e sbucò fuori con la sua moto ed è riuscito ad aprire la portiera e saltare a bordo, ma aveva un casco da moto e io ho letteralmente pensato che stavo per essere assassinato “.

Cerco di capire se sta scherzando. Un po si, ma non del tutto.

“E ‘stata la cosa più folle, la cosa più strana che mi sia mai accaduta. E il tassista ha accellerato per scappare perché era così fuori di testa anche lui per la situazione. Il ragazzo cadde. Sembrava un film d’azione “.

Non è difficile da capire allora perché Pattinson è così avveduto. Lo saresti anche tu se tu fossi l’oggetto della chiamata “Dov’è Robert?”, e che racconta dettagliatamente ogni tuo movimento per tutti gli appassionati seguaci. Ma c’è anche qualcos’altro. In ogni intervista che Pattinson ha rilasciato, almeno altrettanta attenzione è focalizzata sulla sua ascesa, alla fama e e tutti i suoi orpelli e alla recitazione. E’ impossibile non soffermarsi sulla fama, in parte perché è così estrema e in parte perché sembra averlo così disorientato, dentro a tutta questa fama si sente davvero scomodo e inadatto.

La domanda è: come qualcuno di così impacciato, goffo e autoironico ha finito per iniziare la sua carriera cinematografica in una saga cinematografica di massa (Pattinson era Cedric Diggory in due film di Harry Potter) e diventare poi l’uomo leader in un altra?

Pattinson racconta che è stato tutto un po’ come un incidente. Ha iniziato ad andare al Barnes Theatre Club, perché suo padre gli disse che avrebbe conosciuto delle ragazze lì. Poi ci fu un periodo di lavoro come modello (la mamma ha lavorato per un’agenzia di modelli), ma era “spazzatura” e non ha ottenuto alcun risultato. Lui aveva 17 anni quando ha ottenuto il ruolo di Diggory nel Calice di Fuoco, dopo essersi addormentato in coda fuori dalla sala audizioni. (Essere molto rilassato sembra funzionare per Pattinson. Prese mezzo Valium prima della sua audizione per il primo film di Twilight.) Ha ottenuto piccoli risultati dopo il film di Potter quando ha ottenuto un ruolo in uno spettacolo al Royal Court, ma è stato licenziato prima della serata di apertura, ma non molto tempo dopo cio Twilight è arrivato e questo è quanto.

Non c’è dubbio che si sente fortunato, anche se è un po’ incredulo, per il modo in cui le cose hanno funzionato, ma si rende conto che è stato catapultato nella sua carriera e cio rende più difficile per lui far fronte a tutti gli esami e le attenzioni a cui è sottoposto visto il suo livello di fama.

“Almeno se uno ha lottato per ottenere fama in tutta la propria vita allora ha questa giustificazione – questo è quello che è ed è questo quello che ho voluto. Forse allora uno non si sentirebbe deluso da essa. Credo che le persone che realmente lavorano per ottenere la fama siano pronte a gestire tutto, quando diventano famosi. Quando entri in una stanza e tutti si girano capisci, in quel caso, che è giusto che ti guardino’. Io invece quando cammino in una stanza e tutti si girano mi sento esattamente come prima di aver fatto Twilight, che cosa sta succedendo? Questo è strano ‘”.

Ma sicuramente la devi aver desiderata un po’?
“Volevo qualcosa,” dice con una scrollata di spalle.

Pattinson potrebbe essere inadatto ad essere un rubacuori per il suo temperamento, ma quando si tratta del suo aspetto, è una storia diversa. Zigomi sporgenti in modo quasi sconveniente. Folte sopracciglia che gli danno una intensità cova (il suo aspetto è stato descritto come byroniano da un produttore del primo film di Twilight) e la bocca si trova in un permanente, broncio naturale. Vanity Fair lo ha soprannominato l’uomo più bello del mondo. E la cosa divertente poi che quando è stato annunciato Pattinson come Edward Cullen, c’era indignazione. I fan dei libri sono impazziti – hanno pensato che fosse troppo brutto, “ripugnante”, hanno strillato sui fansite in internet. Poi apparve, tutto pallido, intenso e si sciolsero. In realtà, appare un po’ troppo passivo. Ma si sono coalizzati in una folla ululante che non ne ha mai abbastanza del tragico e torturato Edward.

“Credo che l’ho accettato, più o meno”, dice dimenandosi. “La ragione per cui alla gente piaccio è perché sono l’incarnazione della loro immaginazione. Ciò significa che le prestazioni nella realtà non importano, conta di più che il viso sia quello giusto. Il che garantisce un certo grado di accettazione, anche l’accettazione riluttante. E ‘solo una sorta di lavaggio del cervello.” e ride nervosamente.

Pattinson ha sempre una spiegazione che devia l’attenzione lontano da lui. Da lui traspare modestia, ti guarda con uno sguardo leggero, difende il suo essere schivo con una scorta infinita di aneddoti e ha un’aria di totale sconcerto che svela un disagio vero. Non mi interessa il suo stipendio di £ 12 milioni (la quantità è riferita per il film di Twilight), è difficile non simpatizzare.

Ma non tutti lo fanno. Alcune persone trovano il suo disagio scoraggiante. In gruppo o durante le video interviste il suo linguaggio del corpo è uno studio nella coscienza di sé, si ripiega come se stesse cercando di scomparire. La sua comunicazione può essere altrettanto difficile. A volte ride un po ‘di più di quanto dovrebbe e le sue storie hanno la tendenza a spegnersi. Mano a mano però, è più rilassato, ma non è facile.

E, naturalmente, c’è anche il risentimento. In entrambi i casi le persone sono arrabbiate per la popolarità di Twilight o sono infastiditi dal fatto che qualcuno come Pattinson possa inciampare in una carriera così. All’inizio della giornata, prima che io lo incontrassi a tu per tu, ho sentito un giornalista italiano paffuto con i riccioli come Kevin Keegan che gli domandava: “Cosa è successo ai capelli?”

E ‘vero, i capelli di Pattinson risultano un po’ strani, rasati da un lato e lunghi dall’altro. Sembravano fatti in casa. Ma, ancora, la domanda è stata maleducata. E tuttavia la reazione di Pattinson non avrebbe potuto essere più mite.

“Li ho così per l’ultimo film [Cosmopolis]”, ha spiegato. “Mi hanno dovuto fare un taglio assimetrico per ragioni di copione e poi ho deciso che il taglio mi piaceva.” Si è stretto nelle spalle e ha riso goffamente. “Ho deciso di lasciarli così».

Si potrebbe pensare che, con questo notevole livello di successo, Pattinson avrebbe potuto montarsi la testa. In un certo senso, è difficile non pensarlo. Visto che si pensa che è insito nelle star del cinema esaltare il proprio ego.
Pattinson dice che stava meglio prima di Twilight, quando poteva essere ciò che voleva, dire quello che voleva, perché nessuno sapeva chi fosse.

“Quando nessuno sa chi sei si può camminare in una stanza e non dire nulla. Si può dire che tu sei la persona più grande del mondo e nessuno può dire che non lo sei, perché non ti conoscono. Ma ora possono dire ‘Io ti conosco, perché stai cercando di essere qualcun’altro?Perché stai cercando di essere quello? ‘La cosa migliore che puoi fare è rimanere nascosto “.

Ma come si fa a rimanere nascosti da 30.000 fan che si presentano per ascoltare 10 minuti di Q & A (domanda&risposta) come hanno fatto allo Stadio Olimpico di Monaco di Baviera? O quando devi comparire al Comic-Con e le code fanno il giro dell’isolato? Mi chiedo se ti sembra che la gente viene a vedere te, oppure vogliono vedere Edward?

“In qualche modo aiuta a pensare che stanno venendo a vedere Edward. Ma in altri modi è triste. Dipende dallo stato d’animo che ho in quel momento. E’ una cosa divertente vedere una folla di gente che ti guarda convinta di vedere altro, si tratta solo di vedere qualunque cosa si immagina di essere.

“Non si può cambiare. Non si può semplicemente decidere improvvisamente di essere diversi. Mi ricordo che prima di venire a Los Angeles ero una persona completamente diversa da quello che ero a Londra. Ho sempre pensato di guardare al futuro più prossimo visto che ogni tre mesi ero impegnato con dei casting, così ho potuto fare stronzate per tutto il tempo e sentirmi veramente bene anche se io non ottenevo un posto di lavoro. “Lui ride dell’assurdità. “Ho avuto modo di incontrare tutte queste persone davvero interessanti. Ma ora, la gente ha preconcetti immediati su di me. Finisco per avere la stessa conversazione molto spesso. Le persone credono che ci sia un solo un punto di vista. “

Improvvisamente si inizia a capire almeno una parte del legame tra Pattinson e la sua co-protagonista Stewart: sono sopravvissuti a Twilight. Pattinson parla della Stewart affettuosamente e lui è chiaramente pieno di ammirazione per lei come attrice. Nessuno dei due ha mai detto una parola pubblicamente sul loro eventuale rapporto, nonostante infinite speculazioni e le fotografie di loro insieme girino in tutto il mondo. Ma perché dovrebbero? Perché dovrebbero rinunciare a qualcosa che, finora, sono riusciti a tenere per sé?

E ‘una storia simile anche con la musica. Pattinson è un musicista di talento e per un po ‘pensava che la musica poteva essere la sua carriera. Aveva una traccia sulla prima colonna sonora di Twilight. Allora gli chiedo come sta andando adesso e lui sembra che preferisca non parlarne.

“Ehm, sto solo scrivendo cose. Io non lo so davvero. E ‘molto facile ottenere un’etichetta. Io non so davvero come fare musica in questo momento. “

Forse il tuo successo come attore ti ha sbarrato la strada?
“Completamente”, dice, guardandomi imbarazzato. “Per qualche ragione tutti vogliono gettare merda sugli attori più di chiunque altro.”

Per essere onesti, non ci può essere molto tempo per la musica. Pattinson ha finito di girare Breaking Dawn, ha fatto Cosmopolis con David Cronenberg e Bel Ami, un adattamento di un racconto omonimo di Guy de Maupassant, con Uma Thurman. Non vuole fare una pausa?

“Il mondo si muove così in fretta adesso”, dice. “Ho sempre impegni da mettere in coda. Soprattutto io. Chiunque voglia diventare grande in questi ultimi anni, nell’era di Twitter, in cui il periodo di conservazione è così breve, perché le opinioni delle persone cambiano così rapidamente. Devi dare costanti aggiornamenti o comunicazioni personali, anche se il film non esiste, solo per avere qualcosa da annunciare.

“Devi cambiare costantemente la percezione della gente. Uno dovrebbe dire che intepreto una lesbica robot ‘in modo che la gente non sappia cosa pensare. Se non si dice più nulla la gente si fossilizza sul fatto che sono solo il tizio di Twilight”.

Ma il problema per Pattinson è che con il lavoro per la promozione c’è ancora più attenzione ed è proprio li che le cose si fanno difficili. Non ha senso combattere, questa non è una cosa solo sua.

“La cosa che più mi fa paura, é che tutto sta spingendo in questa direzione, tutto è letteralmente destinato a farmi diventare solo un prodotto. Non appena si inizia ad aver a che fare con Twitter e con la pubblicità finisci per allontanarti da quello che hai iniziato a fare e diventi solo una personalità, che ottiene molto denaro, ma che così finisce per impazzire “.

Il tempo è finito e ad essere onesto, mi sento quasi sollevato sul conto di Pattinson. Lui è sopravvissuto ad un’altra intervista e ora può continuare a provare ad essere invisibile.

“Penserò a te la prossima volta che sarò sul 209,” gli dico.

“Probabilmente vedrai la mia mamma,” dice. E ride.

ENGLISH VERSION / VERSIONE INGLESE

Robert Pattinson is bewildered by just how famous he is. As the Twilight saga draws to a close, the actor, a curious mix of charm and awkwardness, offers a glimpse into his surreal world
“I was on the 209 bus last week,” I blurt to Robert Pattinson by way of an introduction. He looks wary. It’s fair enough. We’re in Los Angeles, in a room on the 10th floor of the Four Seasons hotel and the 209 is a bus that trundles through south west London. The reason I mention it is because it stops in Barnes, the leafy suburb where Pattinson grew up and where his parents still live. It’s a village, really, quaint and terribly English, peppered with ye olde pubs patronised by older gents in red socks and corduroys, the casual attire of the retired banker. It’s most definitely not Beverly Hills.

“That’s the bus that goes to where my parents live,” he says, looking confused. “And it’s the bus I took to my prep school in Sheen.”

I didn’t mention the 209 to freak Pattinson out, although I’m quickly learning how skittish he is. I wasn’t trying to be quirky, or to ingratiate myself; I was aiming to just say something ordinary, something simple and real, because it’s not difficult to work out that simple and real are not major features of Pattinson’s life. After all, he’s Edward Cullen, brooding vampire hero of the Twilight Saga, the cinematic juggernaut that started in 2008 and, with a release each year since, draws to a close with Breaking Dawn, the first part of which is out this month, followed by the second and final part, already shot but to be released in November 2012.

Before Twilight, Pattinson, 25, was anonymous. Now, there isn’t really anywhere he can go without being recognised. Pie shops in Yorkshire, karaoke bars in Texas – there’s no escape from Edward Cullen and the millions of fans who want their necks nibbled, mothers who’d like their daughters signed (really) or at the very least a photograph to put on Facebook.

It’s the reason Pattinson lives in hotels, to stay one step ahead.

“It’s good to be able to escape,” he says. “But I’ve started to feel recently that having a home would be good. You do kind of lose yourself when you’re living out of bags the whole time. But if I had a home I’d worry about it too much. And I hate spending money. If I could find a house for free that’d be amazing.”

He laughs and then looks serious again. It’s typical Pattinson delivery, a kind of subdued stream of consciousness in which he talks himself in and out of things, then relies on humour to lighten things up, not always convincingly.

“I rented a house in LA last year,” he says. “It was great for ages and then people found out about it and so there were people outside all the time. I had to go away for work and people were going up to it and taking pictures of themselves beside the house. People are crazy.”

You don’t really have to have seen any of the Twilight movies to know what they’re about. Based on Stephenie Meyer’s blockbuster novels, the movies tell the tale of the fated romance between Edward, a 110-year-old vampire who looks forever 17, and Bella (Kristen Stewart) who is human. The first three parts that have been released since 2008 have made nearly $2billion. They’ve also made Pattinson into a global star.

The hotel corridor is dotted with more women with clipboards than I can count. They stand in pairs, marking things down. Outside the room in which I find Pattinson, sitting in a corner, looking as inconspicuous as a six foot movie star can possibly look, dressed down in jeans and Converse, with a scuzzy looking T-shirt underneath a canvas jacket, there are two burly security guards with inscrutable facial expressions and jackets that are slightly straining at the button.

“There are more organisers here than we have on the set,” Pattinson says. “Having security walking up and down the corridor as if something’s going to happen is freaking me out.”

It’s no wonder he’s nervous. He’s had some dicey experiences. The last time he was in London (promoting Water for Elephants, in which he starred with Reese Witherspoon) he was followed by one particular photographer for the whole week. It was odd, he says, and it got dangerous.

“In America there are loads of people who follow me around at the same time but this was just one guy who was just on me the whole time I was there. He was obsessed. I got in a taxi and he jumped off his motorbike and got in. He just opened the door and jumped in but he had a motorbike helmet on and I literally thought I was going to be assassinated.”

I check to see if he’s joking. He kind of is, but not entirely.

“It was the craziest thing, the weirdest thing that’s ever happened. And the cab driver just drove off because he was so freaked out as well. The guy fell out. It was like an action movie.”

It’s not hard to understand then why Pattinson is circumspect. You would be if you were the subject of an app called “Where’s Robert?”, which details your every move for fans to follow. But there’s something else too. In every interview Pattinson’s ever given, at least as much attention is focused on his meteoric rise to fame and all its trappings as the acting that actually got him there. It’s impossible not to dwell on it, partly because it’s so extreme and partly because he seems so bewildered by it, so genuinely uncomfortable and ill-suited to the whole thing.

The question is: how someone as self-conscious, awkward and self-deprecating has ended up starting his movie career in one massive movie franchise (Pattinson was Cedric Diggory in two Harry Potter films) and the leading man in another?

The way Pattinson tells it, it’s all been a bit of an accident. He started going along to Barnes Theatre Club because his dad told him he’d meet girls there. Then there was a stint as a model (his mum worked for a modelling agency) but he was “rubbish” and didn’t get any jobs. He was 17 when he landed the role of Diggory in The Goblet of Fire after having fallen asleep in the queue outside the audition room. (Being very relaxed seems to work for Pattinson. He took half a Valium before his audition for the first Twilight movie.) There was a slight blip after the Potter films when he landed a role in a play at the Royal Court but was fired before the opening night, but not long after Twilight came along and that was that.

There’s no doubt he feels lucky, if slightly incredulous, that things have worked out the way they have, but he reckons that having “fallen into” his career makes it harder for him to cope with all the scrutiny and attention that goes with his level of fame.

“At least if you’ve been striving for it your whole life then you’ve got that justification – this is what it is and this is what I’ve wanted. Maybe then you wouldn’t feel disillusioned with it. I guess the people who really work for it have this part of their persona which is just ready to go when they become famous. When they walk into a room and everyone turns round they’re like ‘yeah, they should be looking at me’. When I walk into a room and everyone turns round I feel exactly as I did before Twilight, which is like ‘what’s happening? This is weird.’ ”

But surely he must’ve wanted it a bit?
“I wanted something,” he says with a shrug.

Pattinson may be unsuited to being a heartthrob temperamentally, but when it comes to how he looks, it’s a different story. His cheekbones jut from his face in an almost unseemly way. Heavy brows give him a brooding intensity (his looks were described as Byronic by a producer of the first Twilight movie) and his mouth sits in a permanent, natural pout. Vanity Fair dubbed him the most handsome man in the world. How funny then that when Pattinson was announced as Edward Cullen, there was outrage. Fans of the books went crazy – they thought he was too ugly, “repulsive” they shrieked on internet fansites. Then he appeared, all pale and intense and they melted. Actually, that makes them sound a bit too passive. They didn’t melt as much as coalesce into a baying mob who couldn’t get enough of tragic, tortured Edward.

“I guess I got accepted, sort of,” he says squirming. “The reason people like it is because it’s in their imaginations. It means that the performances don’t really matter, it’s more about whether the face looks right. That warrants a certain degree of acceptance, even reluctant acceptance. It’s just a kind of brainwashing.” He laughs nervously.

Pattinson always has an explanation that deflects attention away from him. He takes modesty, ramps it up with inconsistent eye contact, an endless supply of self-effacing anecdotes and an air of utter bafflement that creates a genuine awkwardness. I don’t care about the £12million pay cheque (the amount he’s reportedly earned for the Twilight movies) it’s hard not to sympathise.

But not everyone does. Some people find the awkwardness off-putting. In a group or being interviewed on camera his body language is a study in self-consciousness, he folds himself up as if he’s trying to disappear. His chat can be similarly tricky. He sometimes laughs a little longer than he should and his stories have a tendency to peter out. One to one, he’s more relaxed, but it’s not easy.

And, of course, there’s also resentment. Either people are angered by the popularity of Twilight or they’re annoyed that someone could just stumble into a career like Pattinson’s. Earlier in the day, before I meet him one on one, I overhear a plump Italian journalist with Kevin Keegan curls demand of him, “What happened to your hair?”

It’s true, Pattinson’s hair was looking a bit odd, shaved on one side with long strands on the other. It looked homemade. But, still, the question was rude. And yet Pattinson’s reaction couldn’t have been more meek.

“It was for the last movie [Cosmopolis] I did,” he explained. “I had to have loads of bits randomly cut into so then I was going to shave my head and then I just shaved that bit and decided I kind of liked it.” He shrugged and laughed awkwardly. “I decided to just leave it.”

You’d think at some level Pattinson’s success might have made him a little big headed. In a way, it’s hard not to wish it had. Isn’t that at least part of what being a movie star is about – ego?
Pattinson says he was cockier before Twilight, when he could be who he wanted, say whatever he wanted because no one knew who he was.

“When no one knows who you are you can walk into a room and say anything. You can say you’re the greatest person in the world and no one can say you’re not because they don’t know you. But now they can say ‘I know you, why are you trying to be this? Why are you trying to be that?’ The best thing you can do is stay hidden.”

But how do you stay hidden from 30,000 fans who turn up to hear a 10-minute Q&A as they did at the Olympic Stadium in Munich? Or when you have to appear at Comic-Con and the queues are round the block? I wonder if he feels that people come to see him, or whether they want to see Edward?

“In some ways it helps to think that they’re coming to see Edward. But in other ways it’s saddening. It depends what mood I’m in. It’s a funny thing to see a crowd of people looking at you and knowing that they’re not actually seeing you at all, they’re just seeing whatever it is they imagine you to be.

“You can’t change. You can’t just suddenly decide to be different. I remember coming to LA before and I’d be a totally different person to who I was in London. I always used to look forward to coming over for three months of castings because I could just bullshit the whole time and feel really great about myself even though I wasn’t getting any jobs.” He laughs at the absurdity. “I got to meet all these really interesting people. But now, people have immediate preconceptions about me. I end up having the same conversation a lot. People assume there’s only one talking point.”

Suddenly you start to understand at least a part of the bond between Pattinson and his co-star Stewart: they’re Twilight survivors. Pattinson speaks about Stewart affectionately and he’s clearly full of admiration for her as an actor. Neither of them has ever said a word publicly about whether they are in a relationship despite endless speculation and photographs of them together all over the world. But why would they? Why would they give up something which, so far, they’ve managed to keep for themselves?

It’s a similar story with music. Pattinson is a talented musician and for a while he thought that music might be his career. He had a track on the first Twilight soundtrack. But ask him how it’s going now and he looks like he’d rather pull out his own teeth than talk about it.

“Erm, I’m just writing stuff. I don’t really know. It’s very easy to get labelled. I don’t really know how to go about the music stuff just now.”

Maybe his success as an actor has got in the way?
“Completely,” he says, looking sheepish. “For some reason everyone wants to shit on actors more than anyone else.”

To be fair, there can’t be much time for music. Since Pattinson finished shooting Breaking Dawn, he’s made Cosmopolis with David Cronenberg and Bel Ami, an adaptation of a Guy de Maupassant story of the same name, with Uma Thurman. Didn’t he want to have a break?

“The world moves so quickly now,” he says. “You’ve always got to have stuff lined up. Especially me. Anyone who got big in the last few years, the Twitter age, your shelf life is so short because people’s opinions change so quickly. You’ve got to give constant updates or announcements, even if the movie doesn’t exist, just to have something to announce.

“You’ve got to constantly change people’s perceptions. It’s like, ‘yeah, I’m playing a lesbian robot’ so that people don’t know what to think. If you leave it then it’s like ‘oh, it’s just that guy from Twilight’; it fossilises.”

But the problem for Pattinson is that with the work comes the promotion and even more attention and that’s when things get tricky. There’s no point fighting it, it’s just not his thing.

“The thing I’m most afraid of, because everything is pushing in that direction, is literally just making myself a product. As soon as you start doing Twitter and adverts and straying away what you started out doing and just being a personality, that’s when you get huge money but it’s also when you go crazy.”

Time’s up and to be honest, I almost feel relieved on Pattinson’s behalf. He’s survived another interview and now he can get on with trying to be invisible.

“I’ll think of you the next time I’m on the 209,” I tell him.

“You’ll probably see my mum,” he says. And laughs.

Via Robsessed

Una Risposta

  1. Quanto è adorabile, sempre così tranquillo anche in situazioni che farebbero ammattire chiunque… spero solo che quel mondo spietato del cinema non l’intristisca troppo!

    14/11/2011 alle 9:06 PM

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